VOLLEY – A tu per tu con Gaia Guiducci

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Volley – Oggi per Romanews intervistiamo Gaia Guiducci, palleggiatrice classe 2002 in forza alla SMI Roma Volley per la stagione 2025/2026.

Gaia è nativa di Roma e vanta un’altezza di 178 centimetri.
La sua carriera inizia nel settore giovanile del Volleyrò Casal de Pazzi con la quale vince lo scudetto under 16 nella stagione 2017/2018, ottenendo anche il premio come miglior palleggiatrice nelle finali nazionali e lo scudetto under 18 nella stagione successiva; nella stagione 2020/2021 fa il suo debutto nella pallavolo professionistica difendendo i colori della Roma Volley in serie A2, contribuendo alla promozione in serie A1.
La stagione successiva si trasferisce a Perugia nel massimo campionato italiano, in cui milita anche nella stagione 2022/2023 indossando la casacca di Firenze; nella stagione 2023/2024 resta nel campionato più bello del mondo e viene ingaggiata dalla neopromossa in serie A1 Trentino Volley. Resta in serie A1 anche la stagione successiva indossando la casacca di Chieri. Nella stagione in corso di svolgimento ha fatto ritorno a casa sposando il progetto della SMI Roma Volley allenata da coach Cuccarini.
Nel 2018 ottiene le prime convocazioni in nazionale under 18, con la quale l’anno successivo vince la medaglia d’argento al campionato mondiale. Nel 2021 vince il campionato mondiale under 20, venendo anche nominata come MVP del torneo.
L’intervista di Marco Boldini per Romanews.
1) Che significato ha per te giocare con la maglia della tua città natale?
È un’emozione fortissima, la prima volta che mi sono vista con questi colori è stato un momento molto significativo. Senza nulla togliere a tutti i posti in cui ho giocato, ma giocare per la propria città è veramente una sensazione incredibile, per cui questa stagione, sin dal primo giorno, è stata molto importante anche dal punto di vista emotivo.
2) Quanto conta per te l’apporto del pubblico nelle partite casalinghe?
Il tifo e il pubblico sono molto importanti, possono essere un fattore in più. Vengo da una stagione a Chieri in cui il tifo è molto caldo, avevo già visto quello di Roma giocandoci contro e nel palazzetto danno una carica in più.
Per me è molto importante e sono molto felice di aver avuto delle tifoserie così.
3) Come vivi la pressione nei finali di set punto a punto?
Cerco di essere lucida e concentrata, perché il mio ruolo penso sia quello più mentale. Cerco semplicemente di fare la cosa tattica migliore e di fare il gioco migliore. Cerco quindi di concentrarmi a mettere a disposizione la palla migliore.
4) Quanto conta il dialogo con il coach durante la partita?
Per tutti i palleggiatori penso sia molto importante, noi gestiamo il gioco e siamo espressione dell’idea tattica e di gioco del nostro allenatore. Per me è sempre stata una cosa molto importante, anche perché per il palleggio è complesso avere tutto sotto controllo e quindi è essenziale il dialogo.
5) Quale è stata la trasferta più impegnativa affrontata fin ora e perché?
Tutte le partite sono state molto impegnative, sia in casa che in trasferta. È un campionato molto equilibrato, quindi è sempre una battaglia con chiunque. Abbiamo fatto due trasferte lunghe in una settimana (Brescia e Talmassons) senza mai rientrare a Roma, in più entrambe sono state molto complesse, in cui non siamo riuscite ad esprimere il nostro gioco. Anche dal punto di vista mentale e fisico è stata una settimana intensa.
6) Come prepari una partita contro squadre particolarmente aggressive a muro?
Cerco di capire quali sono i punti deboli e quale incastro è il migliore, con i nostri punti forti e come dare modo agli attaccanti di avere spiragli aperti.
7) In fase di break point quali soluzioni preferisci adottare nei momenti decisivi?
Varia molto in base alla squadra che hai e alle caratteristiche, la posizione dei giocatori più efficienti durante il gioco. Nei momenti decisivi cerco di servire il giocatore che in quel momento sta mettendo palla a terra.
8) Parlando di nazionale, quale medaglia vinta con le nazionali giovanili senti ti appartenga di più?
Sicuramente quella del mondiale vinto ne 2021, sono stata più protagonista partendo per la prima volta titolare ed essendo capitano, con un allenatore che mi sosteneva tantissimo ed una bella squadra.
È stato il coronamento di anni di Nazionale; anche se non ho mai dato tanto peso ai premi individuali, prenderlo al mondiale è stato veramente gratificante per tutti i sacrifici fatti.
9) Quanto è stato importante il percorso nel settore giovanile per la tua crescita come atleta?
Sono stata fortunatissima crescere in un ambiente come quello del Volleyrò, che è una delle migliori realtà che possa capitare ad una ragazza. Ha influito al 90% sulla mia crescita, perché mi ha dato modo di stare a livelli alti
e di avere una giusta mentalità su ciò che dovevo fare.
10) Guardando al futuro, quali obiettivi sogni ancora di raggiungere?
Non saprei dirli con chiarezza, anche perché non riesco a proiettarmi tanto su quello che sarà  il futuro nella mia vita. Sicuramente mi auguro di divertirmi e sentire sempre agonismo ed essere sempre stimolata. Queste cose mi rendono migliore come persona e anche in campo; poi sicuramente vorrei vincere il più possibile, vorrei vedere fin dove questa avventura mi può portare.
Mi auguro di riuscire sempre ad essere la migliore versione di me e vedere come andrà.



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