Lazio -Dopo la vittoria contro il Parma il tecnico della #Lazio Gennaro #Gattuso ha parlato in conferenza stampa ……..
Cosa prova da allenatore?
“Avremo tempo e modo di goderci i primati quando i giocatori andranno in pensione, quando io diventerò nonno e smetterò di allenare. Bisogna continuare, io sono orgoglioso di allenare questa squadra per la grande mentalità. Oggi era una partita trappola, bastava poco per cancellare quanto fatto una settimana fa. La storia della Lazio dice che dopo vittorie importanti sono sempre arrivate legnate nei denti e la paura era questa. Sapevamo che potevano metterci in difficoltà per il modo di giocare, nel primo quarto d’ora con #Provstgaard e #Sutalo eravamo addormentati e abbiamo fatto un po’ di fatica. Poi abbiamo lavorato bene di catena soprattutto a sinistra ma eravamo un po’ lenti. Il campo non ci ha aiutato perché era in condizioni pietose. Poi abbiamo alzato i giri, abbiamo fatto possesso palla ed è venuta fuori la nostra qualità. Siamo stati molto bravi sulle preventive, bisogna continuare. Con la classifica abbiamo poco a che fare, abbiamo la fortuna di poter lavorare una settimana intera. Si va forte e si riposa, provando a giocare con la nostra identità. Siamo contenti dei miglioramenti mentali nelle ultime due gare, continuiamo così”.
L’abbiamo vista arrabbiata per il tempo dei cambi di #Lazzari e #Pedraza ed esultare per un recupero al 94’ come fosse un gol. Sono i segreti della Lazio?
“Abbiamo bisogno di questi atteggiamenti, di gasasrci su una palla conquistata, nel non prendere gol. È una componente importante, Frattesi pensava di aver fatto una gara normale a Torino ma per me ha fatto una grandissima gara. Andava a mille all’ora. Si può sbagliare, non ho mai visto nessuno non fare errori. Dobbiamo caricarci, avere mentalità. È la nostra forza. Sui cambi mi sono arrabbiato con Roberto #Perrone, mio componente dello staff, deve essere più rapido a far vedere le indicazioni delle palle inattive. Ho sbroccato a lui”. (Mannaggia erano pronti a creare 2 piccoli casi, #mannaggetta, ndr)
#Belahyane è un piccolo ringhio?
“No, Belahyane è Belahyane. Un giocatore che si è fatto trovare pronto al momento giusto e che sta raccogliendo quanto seminato da lui. Si sa muovere a livello tattico, ha grandissima intelligenza. Può fare ancora meglio e guardare in avanti quando conquistiamo palla, non fare il passaggio semplice. Ma quella è la sua umiltà. Mi assomiglia un po’ per come intercetta anche se ero meno bello, lui è più elegante”.
Ha richiamato i 10000 tifosi presenti a fare più tifo.
“Mi è venuta così, ne avevamo bisogno. Grazie a chi è venuto, mi hanno ascoltato e ho sentito un po’ di adrenalina. Hanno alzato il termometro, mi è venuta così perché me lo sentivo, era giusto far sentire a loro le mie emozioni del momento”.
Cosa intende quando parla del campo?
“Il manto erboso era irregolare. Ma va bene, non è una polemica. Né noi né la Roma abbiamo la possibilità di venire a provare il campo, siamo arrivati oggi e i giocatori già borbottavano nello spogliatoio del campo. Anche su qualche rimpallo nel primo tempo ci sono stati movimenti strani della palla”.
Come sta Pinamonti?
“#Pinamonti ieri stava bene e si è allenato, stamattina alle 7:50 ho visto la chiamata del dottore, Pinamonti aveva 38.5 di febbre. Abbiamo provato a metterlo in piedi, lo volevamo far venire a merenda per non farlo stare a contatto coi compagni. A Formello ci sono poche finestre, abbiamo evitato di farlo stare a contatto visto che aveva 38.2 abbiamo deciso di farlo rimanere a casa”.





















