Terrorismo. E se la Turchia aiutasse l’Isis?

124

Aerei-britannici-riforniscono-di-armi-ISIS

Il generale delle milizie curde Kadil, intervistato  ha dichiarato adducendo prove: “Vuoi sapere che fa la Turchia?
Ecco una piastrina di un soldato turco in una base dell’Isis. Che ci fa un cittadino turco a 80km dal suo confine in territoro siriano in una base dell’Isis?”. 
La Turchia prima appoggiava al Nusra ora l’Isis, prosegue il generale. “Questi sono tutti i passaporti che abbiamo perquisito nella base dei terroristi. Questo veniva dal Bahrein. E’ partito dall’aeroporto di Istanbul. C’è il timbro dell’aeroporto vedi. Questo è il passaporto di un tunisino, anche qui il timbro turco dell’aeroporto di Istanbul. Questo è un libico da Bengasi e anche qui timbro dell’aeroporto di Istanbul. Arrivano ufficialmente in Turchia per poter combattere e poi entrano in Siria illegalmente”.
Dopo aver mostrato le carte d’identità di militanti turchi nell’Isis, il generale mostra al giornalista italiano un registro perquisito di Al-Nusra. “Ci sono anche gli stranieri. Guardate quanti sono turchi e i sauditi”.
E poi la conclusione che è più una profezia: “Il ruolo di Ankara è immenso: sperava di capovolgere Assad ma ha fallito e tutto questo avrà gravi ripercussioni su tutta la Turchia”.
Fidarsi del governo turco non è cosa semplice e questa testimonianza lo evidenzia maggiormente.
L’attentato dei giorni scorsi ai manifestanti potrebbe non avere una matrice terroristica esterna ma interna. Prove? Chiedetele ai servizi segreti e ve ne mostreranno a bizzeffe.
La politica internazionale sta attraversando un momento grigio. Lo sporco appare galleggiare ovunque e gli stati appaiono ciascuno portare avanti i propri interessi.
A noi non piace essere allarmisti ma è certo che un piccolo errore, un pulsante sbagliato possono minare equilibri in pessimo stato ed allora il mondo rischierebbe un conflitto mondiale con un finale da brividi.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.