Russia – Il trionfo di Putin: a partecipare al voto sono stati oltre 73 milioni di russi

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Per Vladimir Putin è stato un vero e proprio trionfo. Da solo, contro il resto del mondo (Orban ed Assad esclusi), il Capo dello Stato russo è stato riconfermato alla guida del Paese con il 76,6 % dei consensi andando oltre le più rosee previsioni.
Puntualmente i suoi detrattori hanno iniziato a scrivere e parlare di brogli ma, sono gli stessi che lo accusano di falsare i voti all’estero, di assassinare spie in giro per il mondo, di aiutare Assad e di aver aiutato il presidente Trump ad essere eletto.
Bisogna essere chiari! Chi vi scrive non ha gli occhi chiusi oppure mostra la faziosità tanto di moda nella società odierna, chi vi scrive ha contatti, ha fonti e studia oltre i media ed i radical chich occidentali che ci raccontano tante (ma tante) storie … scritte a tavolino per screditare un presidente che si prodiga per la salvaguardia dei propri cittadini e per la tutela dei cristiani nel mondo!
In tanti si chiedono del perché di quelle sanzioni al popolo russo. Per screditare Putin e farlo cadere ma non è andata così. I russi si sono uniti ancor più al loro presidente respingendo le ingerenze esterne di chi non vuole un uomo ‘scomodo’ a capo della Russia.

A partecipare alla giornata elettorale, sono stati oltre 73 milioni di russi, rispetto ai 71,8 milioni delle ultime presidenziali del 2012. Secondo i dati ancora preliminari – quelli definitivi verranno presentati entro 10 giorni dalla Cec – l’affluenza è stata del 67,49%. Anche a Mosca e a San Pietroburgo, le due capitali dove si concentra l’elettorato più critico di Putin, il presidente ha raccolto più del 70% delle preferenze, con un’affluenza di circa il 60%. Al secondo posto, Pavel Grudinin, il candidato del Partito Comunista della Federazione Russa (CPRF), con il 13% circa. Terzo il leader del Partito Liberal Democratico della Russia Vladimir Zhirinovsky, attorno al 6% dei voti. Ksenia Sobchak ha il 2% delle preferenze, Grigory Yavlinsky, di Yabloko, guadagna l’1% delle schede. Maxim Suraykin e Boris Titov ottengono lo 0,7%, Sergei Baburin lo 0,6%.
Grazie a tutti i nostri sostenitori per questo risultato: ora è importante essere uniti e includere nella nostra squadra anche chi ha votato altri candidati. Il successo è il nostro destino. Lavoreremo tutti duramente per il futuro della grande Russia”, ha detto Vladimir Putin parlando alla folla davanti al Maneggio, nel cuore di Mosca .
“Ci aspettano sfide enormi – ha detto il Capo del Cremlino -e serve una svolta”.
“Questo risultato significa che è stato approvato quello che abbiamo fatto in condizioni difficili in questi anni ma anche quello che faremo, ciò che abbiamo proposto: mi auguro che le forze politiche si sforzino di pensare al bene del paese prima che al loro tornaconto”

Inoltre ha definito una sciocchezza le accuse britanniche sul caso Skripal, l’agente russo morto per avvelenamento nel Regno Unito. Anzi – ha aggiunto – sono state proprio le assurde prese di posizione del premier britannico ad aver aumentato il consenso nei suoi confronti.
E’ assurdo pensare che abbiamo tentato di avvelenare Skripal prima delle elezioni e dei Mondiali di calcio. Se si fosse trattato di nervino di tipo militare Serghei Skripal sarebbe morto sul posto: noi abbiamo distrutto il nostro arsenale chimico mentre i nostri partner non lo hanno ancora fatto
Tuttavia ha evocato una possibile collaborazione con Londra per risolvere il caso.
Il portavoce della campagna elettorale di Vladimir Putin, Andrei Kondrashov, ha ringraziato il premier britannico Theresa May per aver aumentato l’affluenza alle urne. “L’affluenza risulta più alta del previsto dell’8-10% e per questo dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non ha capito la mentalità della Russia: ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato, il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz’altro Putin”, ha detto a Interfax, alludendo al caso dell’avvelenamento a Salisbury dell’ex spia russa Sergei Skripal e della figlia Yulia.
Nel quarto anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia,Vladimir Putin ha superato il 90% in Crimea, i cui abitanti hanno partecipato per la prima volta alle presidenziali. Secondo la Commissione elettorale, in base a dati non definitivi Putin ottiene il 91% dei consensi.
L’Ocse ha immediatamente contestato il responso delle urne! Le elezioni russe, sebbene organizzate in modo competente e ordinato, si sono distinte per una mancanza di “reale competizione Tra gli elementi negativi figurano anche “l’esclusione di un candidato” dal processo elettorale (Alexei Navalny), le “limitazioni” alla libertà d’espressione e di assemblea prima delle elezioni, le “pressioni” ai danni dei critici delle autorità e la “copertura mediatica eccessiva” riservata a Vladimir Putin. (della serie come arrampicarsi sugli specchi).
I leader occidentali non si sono affrettati a fare le congratulazioni a Putin. Tra i primi a complimentarsi con lo Zar è stato l’”alleato” cinese Xi Jinping, che ha definito la collaborazione con Mosca “al miglior livello della storia”. Sono seguiti i telegrammi dei leader delle ex repubbliche sovietiche: Kazakhistan, Azerbaijan, Tajikistan e Bielorussia. Ma anche Venezuela, Cuba e Bolivia. Nessun messaggio invece da parte di quell’Occidente i cui rapporti con la Russia si sono fatti ancora più complicati in seguito all’avvelenamento dell’ex spia Sergej Skripal (ma che interesse avrebbe avuto Putin ha compiere un atto così impopolare a pochi giorni dalle elezioni?).
Ma Putin si gode il risultato meritato: in 30 anni la Russia non ha mai avuto un’inflazione così bassa (intorno al 2%,). In Russia il debito pubblico è sotto il 15% del Pil, quello estero al 2%. La bilancia dei pagamenti si è rapidamente riequilibrata, le riserve valutarie stanno aumentando. Non c’è stata dollarizzazione, la corsa al ritiro dei depositi in rubli … è merito della politica del governo. La disoccupazione – al 5-6% – non è cresciuta.
Complimenti a Vladimir Putin, un personaggio che sarebbe molto utile alla caotica e divisa politica italiana ma soprattutto alle bistrattate famiglie italiane.

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