Guardia Costiera – Nella giornata di sabato 23 ottobre, a largo di Roccella Ionica, la Guardia Costiera ha coordinato il soccorso di un peschereccio con 339 migranti a bordo. L’unità, partita da Tobruk, è stata soccorsa a largo di Roccella ionica in avverse condizioni meteomarine, peraltro in forte peggioramento.
Sul posto sono intervenute nave Dattilo della Guardia Costiera, un’unità navale della Polizia di Frontiera rumena, presente in area per attività di vigilanza sotto l’egida dell’Agenzia Frontex, nonché tre motovedette SAR della Guardia Costiera che hanno tratto in salvo i migranti per poi trasferirli a bordo delle due unità maggiori.
Nella serata di sabato le persone soccorse sono state portate in sicurezza nel porto di Crotone.

A proposito di Guardia Costiera, ricerca e soccorso va ricordato che con la Legge n. 147 del 03.04.1989 l’Italia ha ratificato la Convenzione di Amburgo del 1979 sul soccorso marittimo e con D.P.R. n. 662 del 1994 ha dato attuazione alla Convenzione di Amburgo ’79. Con tale provvedimento il soccorso in mare è uscito dalla dimensione di attività da attuarsi con i mezzi disponibili al momento per entrare in una fase di attività altamente professionale, con mezzi appositamente allestiti ed equipaggi particolarmente addestrati. Il Regolamento provvede a delineare un assetto organizzativo e funzionale del settore, stabilendo le rispettive funzioni delle strutture interessate ed, in particolare, affidando al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto il compito di assicurare l’organizzazione efficiente dei servizi di ricerca e salvataggio nell’ambito dell’intera regione di interesse italiano sul mare, che si estende ben oltre i confini delle acque territoriali. Il Comando Generale, infatti, assume le funzioni di I.M.R.C.C. (Italian Maritime Rescue Coordination Centre), Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo, cui fa capo il complesso delle attività finalizzate alla ricerca ed al salvataggio della vita umana in mare, mediante l’impiego della componente aeronavale del Corpo delle Capitanerie di porto, con l’eventuale ausilio di altre unità di soccorso militari e civili. L’I.M.R.C.C. – funzionalmente individuato nella struttura della Centrale Operativa del Comando Generale – mantiene i contatti con i centri di coordinamento del soccorso degli altri Stati per assicurare la collaborazione a livello internazionale prevista dalla Convenzione di Amburgo.






















