Codice cavalleresco ed il suo autore Roberto Marchesini

Dopo aver letto il suo interessantissimo libro “Codice Cavalleresco” per l’uomo del terzo millennio ci siano dati da fare per contattare il suo autore e saperne di più. 112 pagine che si leggono con piacere e grande interesse. L’autore, Roberto Marchesini è psicologo e psicoterapeuta ed ha precedentemente pubblicato ( tra gli altri) per Il Timone, La Bussola Quotidiana, Famiglia oggi ed ha scritto libri di successo quali Quello che gli uomini non dicono, La Crisi della Virilità, Omosessualità e magistero della Chiesa, Pedofilia una battaglia che la Chiesa sta vincendo, E vissero felici e contenti, Manuale di Sopravvivenza per fidanzati e giovani sposi edizioni Sugarco.

Codice cavalleresco è ricco di pillole di saggezza…..
Come scriveva Goethe “Vivere secondo il proprio gusto è da plebeo, l’animo nobile aspira a un ordine e ad una legge”.
Ed ancora: ” La civiltà medioevale si fondava su una serie di relazioni di fedeltà reciproca. Ora la menzogna sembra essere diventata la regola fondamentale delle relazioni, Mentono tutti. Ogni riservatezza è bandita, imperano il gossip (il pettegolezzo), la maldicenza, la calunnia. Come può reggersi una società come la nostra se non per inerzia?”.

” Chi vive in un mondo edonistico, non vive realmente come vuole, si accontenta di una vita anestetizzata”.
” L’uomo coraggioso è l’uomo che ha paura ma fa ugualmente ciò che è giusto”.

In un mondo in cui tutti raccontano bugie ” la sincerità non è per i deboli, essa consiste nel coraggio di dire la verità. Cerchiamo di compiacere gli altri perchè ne temiamo il giudizio, siamo così fragili da aver paura della solitudine. Ma nessuna relazione è vera solida e sicura se non si basa sulla sincerità. L’uomo sincero non baratta la verità con l’approvazione degli altri, sceglie la prima e decide di portarne il peso. Essere sinceri significa rendersi impopolari ed accettare il rischio di vivere controcorrente. Chi è sincero non parla degli assenti alle loro spalle ese deve dire qualcosa a qualcuno glielo dice in faccia guardandolo negli occhi”

E l’onore? ” La nostra società, senza onore , è basata sulla reputazione”.

Ecco quanto emerso dalle nostre domande all’autore Roberto Marchesini.

Perché intitolarlo Codice cavalleresco?

Riflettendo sul degrado morale della nostra società, mi sono imbattuto in una frase di Goethe: «Vivere secondo il proprio gusto è da plebeo; l’animo nobile aspira ad un ordine e a una legge». L’animo nobile desidera una legge, non la rifiuta; considera la vita come disciplina, non come godimento. Così mi è venuta l’idea di fornire agli uomini d’oggi un codice cavalleresco che li aiuti a vivere nobilmente. Capisco benissimo che questa locuzione – codice cavalleresco – soprattutto accanto a «terzo millennio», sembri anacronistica, o meglio grottesca. Ma va bene così, va bene il grottesco anacronismo, visto che la contemporaneità è altrettanto – se non di più – grottesca…

Perché la crisi nell’uomo contemporaneo?

Questa crisi ha origini antiche e profonde, e ha attraversato alcune fasi.
Ricordiamone alcune, ad esempio la Rivoluzione Francese. Come scrisse Honorè de Balzac (1799-1850) nel suo Memorie di due giovani sposi, citando a sua volta il duca di Chaulieu: “Tagliando la testa a Luigi Sedicesimo, la Rivoluzione ha tagliato la testa a tutti i padri di famiglia”. Non è un caso se i giacobini stabiliscono che i maggiorenni non saranno più sottoposti alla patria potestà; e che i figli saranno allevati dallo Stato e non più dalle famiglie.
Ovviamente un ruolo in questo processo l’ha avuto il femminismo, prima liberale e poi radicale.
Nel cosiddetto Sessantotto, accanto a “Vietato vietare” e “L’immaginazione al potere”, comparve lo slogan “Nè padri né padroni”, il malinconico auspicio di “Una società senza padre” da parte di Alexander Mitscherlich (1908-1982), venne riesumato il grido “Famiglie, vi odio” di André Gide (1869-1951).
Più recentemente ha avuto la sua parte il «politicamente corretto», ossia la mentalità femminile applicata alla società.
Insomma: il maschile è stato, via via, sempre più denigrato, umiliato, beffeggiato. Così, per il maschio che voglia diventare uomo, la strada è in saluta, e parecchio.

I valori quali disciplina, etica, morale, onore esistono ancora?

Esistono, rinchiusi negli antri più profondi e nascosti del cuore dell’uomo in attesa di tempi propizi. Ma è sempre più difficile imbattersi in essi per le nostre strade.
Il punto è che tutti noi abbiamo nostalgia di questi valori, ne abbiamo bisogno.
Molti uomini soffrono perché la nostra società gli rende difficile vivere questi valori; non riescono a essere, nemmeno ad avvicinarsi all’uomo che vorrebbero e dovrebbero essere. Cioè alla loro vocazione. Ed è questo il motivo principale (non l’unico) della loro sofferenza.
Sono convinto che, aiutando gli uomini a vivere i valori che sentono propri, li si aiuta a vivere meglio.
Mi permetto solo di aggiungere una riflessione.
I valori godono di brutta fama; quando si parla di valori molti mettono la mano alla pistola. Credo che questo atteggiamento sia dovuto al fatto che pensiamo sempre che i valori vadano imposti dall’esterno. I valori di cui ho scritto sono valori che noi volontariamente scegliamo; in base ad una esigenza interiore, non ad una pressione esteriore. L’esigenza di migliorare, di diventare la persona che dovremmo essere.

La cortesia e’ recuperabile nella nostra società?

Lo spero, e non solo io. Molte donne vorrebbero che gli uomini fossero nuovamente cortesi, che ridiventassero cavalieri. Sento spesso ragazze chiedere «Ma esistono ancora gli uomini? E se esistono… dove sono?». Me ne vergogno, sinceramente. Spero di dare un piccolo contributo anche da questo punto di vista…

Vuol parlare ai nostri lettori di episodi o personaggi citati nel libro?

Si, nel libro ho raccontato diverse storie. Il motivo è semplice: per millenni la società ha usato il racconto per tramandare valori. La nostra società è stata costruita sulle narrazioni. Non con decreti legislativi, con giornate celebrative: con racconti. Si tratta di un patrimonio orale che sta svanendo, sostituito da giocattoli elettronici (smartphone, tablet…).
Così ho pensato di utilizzare questo antico (ma, credo, ancora efficace) strumento: ad ogni valore cavalleresco ho affiancato una storia.
Così ho citato Giovanni battista e Tommaso Moro, che morirono per aver detto la verità sull’adulterio; Giovannino Guareschi, che ha scontato nel lager la sua fedeltà al giuramento prestato; Pierre Terrail, il vero «cavaliere senza macchia e senza paura»; Rocky Balboa, o meglio: il pugile al quale Stallone si è ispirato per il suo noto personaggio; l’Avanguardia Cattolica, istituita dal cardinal Ferrari di Milano per la difesa fisica della fede cattolica; infine Batman, il cavaliere oscuro, una figura che ricorda quella di Gesù (che è l’archetipo di ogni eroe).




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