Calcio – Serie A – Risultati, classifica, curiosità sulla 20esima giornata

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Calcio – Serie A – 11 vittorie consecutive e un cammino esaltante in campionato, per la Lazio è un momento d’oro. I biancocelesti si trovano al terzo posto della Serie A a 6 punti di distanza dalla Juventus capolista e a -2 dall’Inter che occupa la seconda posizione, ma rispetto alle due rivali hanno una partita in meno. Per questo possono sognare in grande: gran parte del merito è di Simone Inzaghi, che sulla panchina della Lazio ha già conquistato 100 vittorie ed è a un passo dal raggiungere le 106 affermazioni di Sven Goran Eriksson.

Dopo i successi sofferti contro Brescia e Napoli, questa volta l’affermazione della squadra di Inzaghi non ammette repliche. I capitolini dominano la sfida fin dall’inizio e dopo venti minuti hanno già archiviato la pratica, trascinati da un Immobile sempre più capocannoniere della serie A. Nella ripresa la Lazio potrebbe limitarsi ad amministrare, ma incrementa ancora il vantaggio e si permette anche il lusso di far uscire a scopo precauzionale i diffidati Radu e Acerbi, in vista della Coppa Italia di questa sera e del derby di domenica prossima.

Inzaghi deve fare a meno dello squalificato Lulic, al posto del quale inserisce Jony sulla corsia sinistra. In difesa Patric vince il ballottaggio con Luiz Felipe, in avanti è Caicedo ad affiancare Immobile. Ranieri conferma l’undici schierato contro il Brescia, con le uniche novità di Colley al posto di Regini al centro della retroguardia e in attacco Caprari per Quagliarella, non al meglio. La Lazio si dimostra subito padrona del campo e travolge una Sampdoria in balia totale dell’avversario. Al 7’ il vantaggio biancoceleste è propiziato dagli errori dei due difensori doriani: Chabot perde il duello di forza con Immobile, che si vede ribattere la sua conclusione da Audero, Colley si addormenta e viene bruciato dal tap-in a porta vuota di Caicedo.

I blucerchiati non riescono a imbastire la benché minima reazione e al quarto d’ora un evidente tocco di mano di Murru su cross di Lazzari costa il rigore, trasformato in modo perfetto da Immobile, e il 2-0 alla squadra di Ranieri. La sfida si conferma a senso unico e ogni palla in profondità diventa un potenziale pericolo per la difesa ospite, incapace di trovare adeguate contromisure. Al 20’, non a caso, Immobile raccoglie un lancio di Acerbi, brucia Chabot e aggira Audero firmando la sua personale doppietta. Il primo tempo scivola via con la Lazio in totale controllo. La Samp impegna sul serio Strakosha solo al 37’, con un tiro di Caprari.

Nella ripresa  al 54’ il neo entrato Bastos, rimasto in proiezione offensiva dopo un calcio d’angolo, cala il poker con un potente tiro su invito di Leiva, mentre al 65’ Immobile segna il 23esimo centro di un campionato straordinario su rigore, concesso grazie all’ausilio del Var per un tocco di mano di Colley. La Sampdoria realizza la rete della bandiera con Linetty, ma la magra consolazione viene subito cancellata dall’espulsione di Chabot per fallo da ultimo uomo.

Sarà Davide Massa di Imperia l’arbitro che questa sera dirigerà la sfida di Coppa Italia tra Napoli e Lazio. Mondin e Di Iorio saranno i suoi assistenti, al Var ci sarà Nasca. Massa torna ad arbitrare il Napoli dopo la gara del Franchi alla prima giornata con tante polemiche. Sarà una buona scelta per una partita così delicata?

Quattro sconfitte consecutive al San Paolo, il record più amaro, quasi come se al peggio non ci dovesse esser fine. L’ultima volta era accaduto 22 anni fa. Il Napoli si arrende anche alla Fiorentina, Gattuso incassa il quarto k.o. in cinque partite: la crisi adesso è drammatica. Non può nasconderlo: “Siamo stati imbarazzanti, così non si può continuare. Chiedo scusa a tutti”. La squadra va in ritiro, stavolta nessuno protesta. Lo stadio silente durante la gara, lascia sfogo ai fischi assordanti quando l’arbitro fischia la fine.

Chiesa in trasferta non segnava da marzo scorso, dopo 26 minuti trafigge Ospina a conclusione di un’azione perfetta innescata da Castrovilli che apre per Benassi e conclusa poi di punta dall’esterno dei viola. Insigne in casa ha perso l’abitudine: risale addirittura a febbraio l’ultimo gol su azione. Il capitano del Napoli soffre Lirola che non gli dà fiato, Chiesa, libero dalle marcature, attacca la profondità e lascia seduti gli avversari. Sfiora la doppietta nel secondo tempo, ma il miracolo è di Ospina che si oppone. Poi è Castrovilli ad aprire anche per Vlahovic nella ripresa, che stende gli azzurri con il secondo gol.

Frenata dell’Inter a Lecce contro una squadra coriacea che ha dimostrato, ancora una volta, di saper mettere in seria difficoltà anche le grandi.

Contro un Lecce schierato da Liverani col 3-5-2, a specchio rispetto alla sua Inter, già dall’inizio Antonio Conte ha faticato a imporre il proprio gioco. Fischiatissimo dai suoi concittadini, che non gli perdonano il passaggio sulla panchina del Bari, l’ex ct aveva finalmente a disposizione Barella e Sensi, che non giocavano insieme dal 1′ dai tempi di Inter Juve del 6 ottobre scorso. Eppure è proprio a centrocampo che l’Inter ha più sofferto. L’incontrista sardo è parso smarrito e quasi sempre fuori dal gioco. Il piccolo regista ex Sassuolo ha fatto qualcosa di meglio, ma senza mai sorprendere un Lecce ordinato e solido. Dall’altra parte, ha giganteggiato in regia il piccolo Petriccione.

La diga leccese ha retto sempre, tanto che il primo tiro in porta della partita è arrivato al 29′ con una botta da fuori di Brozovic che si è stampata sul palo. Sempre il mediano croato ci ha provato in due tempi un minuto dopo, prima di piede poi di testa, murato da Gabriel. Prima della pausa l’arbitro Giacomelli ha prima concesso e poi annullato, dopo avere consultato il Var, un rigore al Lecce per un presunto mani di Sensi nella propria area. Nella ripresa i salentini sono partiti forte, hanno saputo contenere l’Inter e non si sono persi quando al 26′ della ripresa il nuovo entrato Bastoni ha insaccato di testa. Il pareggio di Mancosu, su cross di Majer (inserito da Liverani al posto di Lapadula), ha dato ulteriore coraggio ai padroni di casa, fino al raddoppio sfiorato da Falco su punizione.

La statistica del match dice che l’Inter ha tenuto la palla per quasi il 66 percento del tempo, ha fatto più di quattro volte i tiri in porta rispetto agli avversari (9 contro 2) e ha calciato 14 corner contro i 3 leccesi. Eppure il campo ha raccontato un’altra storia. La squadra di Liverani non si è mai disunita e ha anzi trovato coraggio strada facendo. A Lecce aveva pareggiato anche la Juve, è vero. E lo stesso Conte alla vigilia aveva profetizzato: “Di facile non ci sarà nulla”. Eppure è evidente che se vuole davvero giocarsi lo scudetto l’Inter dovrà fare molto di più di quell che ha mostrato allo stadio Via Del Mare.

La Juventus soffre ma alla fine piega il Parma per 2-1 e approfitta così del mezzo passo falso dell’Inter (1-1 a Lecce) allungando in testa alla classifica sui milanesi: sono 4 adesso i punti di vantaggio dei campioni d’Italia. Protagonista del successo bianconero è stato Cristiano Ronaldo.

4-3-1-2 per Sarri che schiera Ramsey dietro le punte, Dybala e Ronaldo. In mezzo al campo Rabiot, Pjanic e Matudi; Cuadrado e Alex Sandro esterni con Bonucci e de Ligt al centro della difesa. D’Aversa risponde col 4-3-3 con Kulusevski, Inglese e Kucka in attacco. A centrocampo Hernani, Scozzarella e Kurtic. Iacoponi e Bruno Alves in difesa con Darmian e Gagliolo esterni. Comincia bene la Juventus che fraseggia con eleganza ed è costantemente in attacco, mentre il Parma pensa a difendere. Cr7 ci prova da fuori ma il tiro viene deviato, mentre un colpo di testa di Alex Sandro termina alto. Break emiliano con Kucka ma Szczesny fa buona guardia. Al 13′ Ramsey tenta un colpo di tacco volante ma non trova la porta. Quindi Sarri perde Alex Sandro per problemi muscolari: entra Danilo. Al 24′ Sepe è attento sul primo palo su un destro di Ronaldo.

La partita a questo punto diventa lenta, i ritmi si abbassano e i giocatori sbagliano passaggi anche banali. Buon per il Parma che non rischia quasi più nulla, ma al 41′ Inglese, dopo un contrasto di gioco, si fa male e lascia i suoi momentaneamente in dieci contro undici. La Juventus ne approfitta subito e realizza: palla a sinistra dove Ronaldo se la porta sul destro e conclude dal limite. Una deviazione decisiva di Darmian spiazza Sepe. Cornelius prende il posto di Inglese e in pieno recupero arriva una grossa chance per Ramsey dopo un inserimento di Danilo, ma il sinistro del gallese termina sul fondo.

Il secondo tempo si apre con un bel tiro di Danilo che Sepe in tuffo salva deviando sul palo esterno. Ma la Juventus non riesce più ad attaccare il Parma come vorrebbe e al minuto 55 Danilo deve difendere su Darmian concedendo un corner agli ospiti. Si batte e Cornelius sovrasta Ronaldo e Ramsey e di testa insacca sul palo opposto per l’1-1.

La Juventus a questo punto non ci sta e tre minuti dopo passa ancora: pallone a destra per Dybala, assist al centro e destro vincente di CR7 che firma la personale doppietta. Sarri rende ancora più offensiva la sua formazione cambiando Ramsey con Higuain e al 66′ il Pipita tenta un bel destro rasoterra da fuori ma non trova la porta. D’Aversa cambia il bravo ma stanco Scozzarella con Sprocati e, negli ultimi 10 minuti di gara, il Parma prende coraggio e inchioda i bianconeri nella loro area. Hernani e soprattutto Kurtic impegnano Szczesny mentre al minuto 84, il prossimo juventino Kulusevski dal fondo destro pesca in area Sprocati, tiro, ma de Ligt salva in angolo ed esulta. Ronaldo e Higuain nel recupero alleggeriscono la pressione emiliana e la Juventus porta a casa tre punti fondamentali.

Una buona Roma ma anche un Genoa che fa karakiri sono la somma che porta alla vittoria giallorossa in Liguria (3-1). Una vittoria ottenuta al temine di una gara concreta, per lunghi tratti ben gestita. Non va comunque dimenticato che sul 2-1, c’è voluta una prodezza di Lopez, su un colpo di testa di Goldaniga, per impedire al Genoa di pareggiare. Gli uomini di Nicola devono recitare il ‘mea culpa’: in tutte e tre le reti ospiti, infatti, hanno combinato pasticci che, con un pizzico di attenzione in più, avrebbero potuto evitare.

La Roma è partita determinata e al primo affondoal  6 minuto è passata, con un pizzico di fortuna: un cross dalla trequarti destra di Under, lisciato da Pellegrini, si è tramutato in un tiro che Perin, partito in ritardo, ha visto insaccare sulla propria destra. Il Genoa ha accusato il colpo e si è fatto dominare dagli avversari che hanno mancato per tre volte, con altrettanti colpi di testa di Dzeko, il raddoppio. Solo al 35′ i padroni di casa si sono resi pericolosi: su un cross al volo dalla sinistra di Pandev, Lopez in uscita ha deviato il pallone sui piedi di Ghiglione che, a porta vuota, non è riuscito a far altro che restituirlo al portiere spagnolo.

La Roma ha raddoppiato al minuto 44, grazie a Biraschi che ha deviato nella propria porta un cross tagliato di Spinazzola, entrato in area sulla sinistra. La Roma si è rilassata e, poco prima del fischio finale di primo tempo, ha incassato l’1-2 da Pandev che ha trovato mal schierata la difesa giallorossa su un lancio dalle retrovie di Schone e ha battuto Lopez in uscita con un tocco di controbalzo.

Il gol ha dato fiducia ai rossoblu che, nella ripresa, sono rientrati con un piglio diverso e hanno anche sfiorato il pareggio: l’occasione più limpida l’ha avuta Ghiglione che, però, si è visto togliere da sotto l’incrocio da Lopez un bel colpo di testa su cross di Schone. Il portiere giallorosso si è dimostrato attento successivamente anche su una rasoiata da fuori di Barreca. Proprio nel momento migliore dei padroni di casa, ecco il regalo di Perin che nel tentativo di effettuare un rinvio, è scivolato e ha servito sulla trequarti Pellegrini, bravo a smarcare immediatamente in area Dzeko che stavolta non ha fallito l’occasione per infilare il portiere rossoblu.

Buone notizie per il Milan: in 60mila aspettano Zlatan Ibrahimovic, ma l’eroe di San Siro è Ante Rebic. L’attaccante croato del Milan evita l’ennesima beffa firmando il 3-2 al 93esimo che piega una sfortunata Udinese e rilancia  i rossoneri nella corsa all’Europa.

Brescia e Cagliari fanno 2-2. I gol li firmano Joao Pedro e Torregrossa (entrambi autori di una doppietta), ma è ancora Balotelli a dare spettacolo… in negativo. Super Mario ne combina un’altra delle sue: entra in modo scomposto sull’avversario alzando troppo la gamba e già ammonito viene espulso dall’arbitro Giua. Ma il bomber bresciano non ci sta e si scaglia contro il direttore di gara, i compagni faticano a tenerlo mentre lui urla più volte platealmente “ma vaffa…”.

Al ‘Dall’Ara’ il Bologna di Mihajlovic non riesce a portare a casa i tre punti, pareggiando 1-1 con il Verona. Rossoblù in vantaggio con Bani al 21′. L’Hellas lotta, rischia di subire il 2-0 (palo di Sansone), gioca in 11 contro 10 dal 66′ per l’espulsione di Bani, ma all’81’ trova l’1-1 con Borini, subito in gol al debutto.

Ma la vera sorpresa giunge da Bergamo. Quella che per gli uomini di gasperini doveva essere una facile vittoria si è trasformata in una clamorosa sconfitta. Eppure al termine dei primi 45 minuti i padroni di casa erano in vantaggio grazie ad un bellissimo gol di Ilicic ma…. la sorpresa er in agguato. Con un convincente secondo tempo la Spal ha ribaltato la gara condannando l’Atalanta ad un’inaspettata sconfitta.  Ora i ragazzi di semplici hanno lasciato l’ultimo posto e possono sentirsi in lotta per la salvezza forti del sorpasso a Ganoa e Brescia.




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