Nigeria: 8 persone arse vive per blasfemia

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Nigeria: 8 persone arse vive per blasfemia

In Nigeria è ancora vivo l’orrore per la morte di otto persone bruciate vive in una casa nella città di Zamfara, nella Nigeria settentrionale, da un gruppo di musulmani che inseguivano un giovane studente convertito al cristianesimo accusato di blasfemia contro il profeta Maometto.

Gli assassini hanno raggiunto un’abitazione dove il giovane era stato accolto da un soccorritore dopo essere stato pesantemente percosso, dandole fuoco con le otto persone che si trovavano dentro. Unanime la condanna delle Chiese cristiane nel Paese. In una dichiarazione dell’Associazione cristiana della Nigeria (Can), il presidente della Commissione giovanile dell’organizzazione, Daniel Kadzai, ha chiamato in causa la coesistenza di due ordinamenti in Nigeria: quello laico della Costituzione nigeriana e la sharia in vigore negli Stati settentrionali a maggioranza musulmana: “Il primato del diritto – ha affermato – non può essere rispettato in un Paese in cui regna un dualismo giuridico che apre la strada alle persecuzioni dei cristiani”. “Mentre il governo si felicita per i recenti successi nella lotta contro i terroristi di Boko Haram – ha aggiunto – è triste constatare che le forze di sicurezza sono incapaci di perseguire e arrestare chi attacca i cristiani”.

Profondo dolore per l’accaduto è stato espresso anche dal Forum degli anziani cristiani della Nigeria (Ncef), anch’esso membro del Can, che denuncia la progressiva islamizzazione del Paese. In una nota, il presidente Solomon Asemota, rileva come il Comitato per i servizi di informazione e sicurezza istituito di recente dal presidente Muhammadu Buhari sia composto quasi esclusivamente da musulmani. Come musulmani sono, oltre allo stesso Capo di Stato, anche i ministri della Difesa e dell’Interno e i capi di Stato Maggiore dell’Esercito e dell’Aeronautica. Anche nel campo dell’educazione – denuncia il presidente del Forum – i posti chiave sono detenuti da musulmani.

Lo Ncef respinge inoltre una recente dichiarazione del sultano di Sokoto, Sa’ad Abubakar, una delle più alte autorità dell’islam sunnita del Paese, secondo la quale la Nigeria non è una nazione laica, ma un’entità multi-religiosa. In realtà, si sottolinea, la Costituzione nigeriana stabilisce chiaramente che i governi nazionali e statali della Federazione non possono in alcun modo adottare una religione come religione di Stato. Le dichiarazioni del sultano Abubakar – osserva la nota – sembrano piuttosto volere dire che la Nigeria è composta da due religioni l’islam e il cristianesimo “finché quella musulmana non diventerà de facto e de iure la religione ufficiale della Nigeria”.




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